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Percorsi: scopri Valsamoggia

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ANELLO DI CASTELLO DI SERRAVALLE
Lunghezza: 10 chiilometri
Dislivello massimo: 220 metri
Partenza: Borgo del Castello di Serravalle.

Si inizia con la visita al borgo medievale, situato su di un poggio panoramico. Di antiche origini, nell'800 diede asilo a Carlo Magno, fu Feudo di Matilde di Canossa e conteso tra la ghibellina Modena e la Guelfa Bologna. Divenuto possesso di Bologna nel 1228 fu rafforzato e cinto di mura. Dell'antica forma si possono amirare l'ingresso medievale, la torre del 1523 e il palazzo signorile. Il castello venne poi adattato a dimora gentilizia intorno al '500 e rimase di proprietà dei Boccadiferro fino all'800.
Entro le mura vi sono case medievali e il duecentesco palazzo comunale, sede ora dell'Ecomuseo della Collina e del Vino.

Lasciato il borgo si segue via Benzone fino ad intersecare via Bottazzone che ci porta in località Cuculla.
Dopo un tratto in discesa ecco trovarsi a Cantarone. Seguendo la strada provinciale per Vignola, si devia a sinistra e dopo circa 300 metri a destra per via Cassola, seguendo il sentiero CAI 201.
Dopo una breve discesa si passa un piccolo rio e si sale verso Cassolano. Passato il piccolo borgo si devia a sinistra per via San Michele e, seguendo ancora il sentiero CAI 201 si conclude l'anello a Castello di Serravalle.

ANELLO DI SAN PROSPERO
Lunghezza: 12 chilometri
Dislivello massimo: 400 metri
Partenza: Ponte Mario (Savigno).

Lasciate le auto si segue per circa 4 chilometri e mezzo via Gardellina, strada senza asfalto e senza traffico che sale in mezzo a una natura quasi integra, tra prati, boschi e querce. Al bivio con via Merlano si devia a destra e dopo circa un chilometro si arriva alla Croce delle Pradole, monumento ai caduti della seconda guerra mondiale. Bortolani: per un tratto di circa 2 km si percorre la strada provinciale 69 prima di immetterci in via della Predosa che, tutta in discesa per circa 2 chilometri, conduce a San Prospero, tipico borgo collinare con l'antica chiesa.

l borgo ha una storia di grande interesse e raggiunse la massima importanza sotto la guida dei Da Cuzzano. In quel periodo la sede comunale era nella frazione di San Prospero mentre il mercato si teneva in quello che oggi è Savigno. Ancora oggi San Prospero è chiamata "Savigno di Sopra".
Proseguendo il nostro cammino per il sentiero CAI 201, in ripida discesa per circa 2 chilometri, si raggiunge nuovamente Ponte Mario.

PICCOLA CASSIA
UN’ANTICA VIA PERCORSA DA ESERCITI, MERCANTI E PELLEGRINI

La piccola Cassia, recentemente riscoperta e resa percorribile, ripercorre quel tratto d’Appennino che già i Romani utilizzavano per raggiungere la Pianura Padana centrale salendo da Pistoia in direzione di Modena e Bologna.
Nell’Alto medioevo diventò una strada longobarda quindi uno dei tanti itinerari che portavano a Roma congiungendosi con la via Francigena. Percorrendola in direzione sud (verso Roma) è un cammino suggestivo, ricco di tante testimonianze storico-religiose ( Abbazia di Nonantola, Rocca di Bazzano, Abbazia di Monteveglio, Castello di Serravalle e S. Apollinare in Valsamoggia) e caratterizzato da un paesaggio rurale e naturale particolarmente interessante (dalla fertile pianura centuriata, alle colline dei calanchi e vigneti, ai boschi severi e alle grandi praterie del crinale appenninico).

Percorrendo lentamente questo cammino si può fare un’importante esperienza culturale, un’intima esperienza spirituale e, non meno importante, una gustosa esperienza gastronomica: siamo infatti nelle terre del Parmigiano Reggiano, dei salumi tipici modenesi e bolognesi, del vino pignoletto e di tante specialità montanare ancora poco conosciute.
Scopri di più su www.piccolacassia.it

PARCO ABBAZIA MONTEVEGLIO, SENTIERO NATURA
"L'Africa e i vecchi coltivi"
Punto di partenza e di arrivo: Torre d'ingresso al castello
Tappe lungo il percorso: dodici soste tematiche segnalate
Durata: 1 h
Difficoltà: media (T), fangoso in caso di piogge recenti
Dislivello: 80 m

Il Sentiero Natura "L'Africa e i vecchi coltivi" è il principale e più frequentato percorso del parco. Il punto di partenza si trova a breve distanza dalla porta di ingresso al Castello. Questa piacevole escursione rappresenta un approccio ideale al territorio dell'area protetta e offre un'ampia panoramica sui paesaggi, gli ambienti e le testimonianze storiche del luogo. Il sentiero è interamente tabellato e si articola in 12 soste tematiche.
Il tracciato si sviluppa in prevalenza su sentieri in terra battuta e può in qualche breve tratto risultare fangoso dopo le piogge. Nel primo tratto, uno degli elementi dominanti è il confronto tra le rocce argillose, con i loro aspri e tormentati paesaggi calanchivi, e le più stabili rocce marnose e calcarenitiche che si innalzano a formare i maggiori rilievi del parco: sono queste le zone maggiormente instabili e caratterizzate da una copertura vegetale molto discontinua.
In questo primo tratto il sentiero costeggia le ripide scarpate del colle della Cucherla per poi scendere nell'ampio bacino calanchivo dal quale ha origine il Rio Ramato. Al limite di questa dorsale si intravede il rudere di un edificio colonico dei primi decenni del '900, indicato sulle carte come Africa, probabilmente a testimonianza dell'estrema aridità del luogo.

Deviando a destra prima del rudere, il percorso si inoltra in un lembo di bosco tipicamente collinare, il cui sottobosco custodisce preziose fioriture di orchidee e specie erbacee rare e protette. All'uscita dal bosco si apre il paesaggio dei prati e dei vecchi coltivi, terreni che sino a qualche decennio fa erano coltivati o adibiti al pascolo, e tuttora conservano assetti ed elementi del paesaggio agricolo tradizionale. All'interno dell'area si trova anche un piccolo stagno artificiale, realizzato alcuni anni fa a servizio dell'attività di educazione ambientale, che offre la possibilità di osservare varie specie vegetali e animali tipiche degli ambienti umidi.
Dall'area dei vecchi coltivi il sentiero risale costeggiando altri campi abbandonati e in parte già riconquistati dalla vegetazione spontanea sino a un ultimo settore nel quale un recente progetto di restauro paesaggistico ha portato al ripristino di alcune vecchie piantate e al recupero di un significativo scorcio del paesaggio agricolo di un tempo.
Scorpi di più su http://enteparchi.bo.it/parchi-2/parco-abbazia-di-monteveglio/